COMPENSAZIONI, sanzioni salate per i furbetti
Guida alle corrette modalità di compensazione. Come sappiamo spesso i contribuenti sono creditori nei confronti del Fisco, ma esistono regole precise per poter esigere il credito.
I crediti risultanti dalle dichiarazioni annuali, se non chiesti a rimborso, possono essere utilizzati dai contribuenti in compensazione per futuri versamenti.
Riassumiamo di seguito le regole base per poter utilizzare in modo corretto lo strumento della compensazione e non incorrere in sanzioni:
Verificare l’arco temporale in cui può essere utilizzato il credito in compensazione:
- Termine iniziale - dal giorno successivo a quello in cui è chiuso il periodo d’imposta per il quale deve essere presentata la dichiarazione;
- Termine finale - Fino alla data di scadenza di presentazione della dichiarazione successiva.
In caso di errata compensazione di un credito esistente si applica una sanzione pari al 30% dell’importo compensato.
In caso di errore il contribuente può regolarizzare spontaneamente la violazione pagando le seguenti sanzioni:
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Sanzione pari allo 0,2% giornaliero |
Regolarizzazione entro 14 giorni dalla violazione |
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Sanzione pari al 3% |
Regolarizzazione entro 30 giorni dalla violazione |
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Sanzione del 3,75% |
Regolarizzazione entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è commessa la violazione |
Per le compensazioni di crediti inesistenti la sanzione applicabile va dal 100% al 200% del credito utilizzato.


